Sabato 28 Marzo 2015
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La materia oscura ancora più oscura  In evidenza

Un recente studio, focalizzato sugli scontri tra ammassi di galassie che avvengono nel corso di miliardi di anni e sul comportamento della materia oscura, mostra che questa interagisce molto poco con sé stessa, ancora meno di quanto si pensasse.
La ricerca, guidata da un gruppo di scienziati del Politecnico di Losanna e dell'Università di Edimburgo, mette in dubbio l'idea che la materia oscura sia composta di particelle.

Le migliori osservazioni ottenute con il telescopio VLT (Very Large Telescope) dell'ESO, confermano che la nube di polveri e gas nota come G2 è sorprendentemente sopravvissuta all'incontro ravvicinato con il buco nero supermassiccio al centro della Via Lattea, identificato tramite la sorgente di onde radio associata, Sagittarius A* (Sgr A*).

Dopo un'attenta revisione, la NASA ha optato per lasciar perdere la cattura di un intero piccolo asteroide come passo intermedio sulla strada di portare gli astronauti su Marte. Invece ha deciso di concentrarsi sulla raccolta robotica di un macigno dalla superficie di un asteroide e di portarlo in prossimità della Luna in modo che possa essere analizzato dagli astronauti inviati lì a metà 2020.

Un nuovo periodo di rotazione per Saturno  In evidenza

Un nuovo metodo messo a punto dal Dr. Ravit Helled dell'Università di Tel Aviv propone un calcolo aggiornato per il periodo di rotazione di Saturno che permette anche una migliore comprensione della sua struttura interna e delle condizioni meteorologiche.
Secondo il nuovo studio, pubblicato sulla rivista Nature, il giorno saturniano dura 10 ore, 32 minuti e 45 secondi (± 46 secondi).

Molto prima della nascita di Mercurio, di Venere, della Terra e di Marte, il Sistema Solare interno potrebbe aver ospitato un certo numero di super-Terre, pianeti più grandi della Terra ma più piccoli di Nettuno, andati poi distrutti miliardi di anni fa a causa di una doppia migrazione di Giove.

SOFIA studia i resti delle supernove

Grazie a SOFIA (Stratospheric Observatory for Infrared Astronomy), un telescopio infrarosso a bordo di un Boing 747SP ampiamente modificato, gli astronomi hanno potuto studiare la polvere di un'antica supernova, trovando interessanti collegamenti con la formazione planetaria.

Un gruppo di astronomi dell'Università di Jagellonica, a Cracovia, Polonia, ha recentemente utilizzato il WM Keck Observatory alle Hawaii per studiare una nuova classe di "asteroidi attivi", che emettono polveri un po' come le comete e da qualche tempo confondono gli scienziati.

Il team si è concentrato su uno di questi oggetti misurandone la velocità di rotazione. I dati hanno mostrato che l'asteroide deve aver ruotato così velocemente da esplodere, rilasciando una scia di polveri e frammenti dietro di sé.

Un gruppo di ricercatori dell'Australian National University e del Niels Bohr Institute di Copenhagen ha calcolato quante stelle, tra tutte quelle presenti nella Via Lattea, potrebbero ospitare pianeti nella loro zona abitabile. Il risultato mostra, non solo che questo numero è molto alto ma che miliardi di queste stelle hanno da 1 a 3 pianeti alla giusta distanza perché possa esistere acqua allo stato liquido sulla loro superficie.

Questa settimana è in corso la 46ª Lunar and Planetary Science Conference (LPSC) vicino a Houston, il più grande raduno annuale di geologi planetari: quindi, preparatevi perché saranno giorni ricchi di nuovi report!
Iniziamo con Mercurio e la sonda della NASA MESSENGER!

La caccia agli asteroidi si rafforza

Mentre la NASA rilascia una nuova applicazione per facilitare la ricerca di asteroidi potenzialmente prericolosi, negli ultimi giorni un bolide dà spettacolo nei cieli di mezza Europa e una flotta di asteroidi ci ha sfiorati.

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    Statistiche sulla distanza percorsa (odometria) del rover Opportunity.

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    Statistiche sulla distanza percorsa (odometria), sulla velocità media e sull'altezza del rover Curiosity.

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