Giovedì 5 Marzo 2015
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Il cratere McLaughlin, un antico lago marziano che avrebbe potuto ospitare la vita

Nuove prove indicano un passato umido per Marte e si aggiungono ai risultati della missione Cuiorsity ed alle evidenze segnalate dai rover e lander di superficie e dalla sonde orbitali delle missioni passate.

I dati arrivano dello spettrometro CRISM (Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars) dalla sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO), che ha osservato il grande cratere McLaughlin, largo 92 chilometri e profondo 2,2 chilometri.

Marte - cratere McLaughlin

Credit: NASA/JPL-Caltech/Univ. of Arizona

Nuove prove indicano un passato umido per Marte e si aggiungono ai risultati della missione Cuiorsity ed alle evidenze segnalate dai rover e lander di superficie e dalla sonde orbitali delle missioni passate.

I dati arrivano dello spettrometro CRISM (Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars) dalla sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO), che ha osservato il grande cratere McLaughlin, largo 92 chilometri e profondo 2,2 chilometri.

La sua profondità, a quanto pare, permise all'acqua sotterranea di fluire all'interno del cratere stesso, cosi come era stato ipotizzato per il cratere Gale, ove attualmente opera Curiosity. Anche in questo caso, l'impatto potrebbe aver creato depositi idrotermali e contribuito alla formazione di un vero e proprio sistema fluviale.

I nuovi risultati sono stati pubblicati domenica scorsa sulla rivista Nature Geoscience.

Strati e rocce piatte sul fondo del cratere contengono carbonati e argille che si formano in presenza d'acqua.

McLaughlin non presenta grandi canali di afflusso ma solo piccoli canali generatesi all'interno del cratere stesso, ad un livello che potrebbe essere la traccia della superficie del lago di allora.

L'insieme di queste osservazione suggerisce che deve esserci stata una falda che alimentava il lago direttamente dall'interno del cratere.
L'alcuni ricercatori propongono, invece, che il cratere stesso catturasse l'acqua, portandola poi in una zona sotterranea dove si sarebbe potuto creare un habitat adatto alla vita.

"Nel loro insieme, le osservazioni del cratere McLaughlin forniscono la miglior prova per la formazione di carbonato all'interno di un ambiente lacustre invece di essere portato nel cratere dall'esterno", ha detto Joseph Michalski, autore principale dello studio e affiliato del Planetary Science Institute a Tucson, Arizona e del London Natural History Museum.

"Diversi studi che utilizzano i dati del CRISM hanno dimostrato che rocce riemerse dal sottosuolo a seguito di impatti meteorici sono state modificate all'inizio della storia di Marte, molto probabilmente da fluidi idrotermali", ha aggiunto Michalski. "Questi fluidi intrappolati nel sottosuolo sarebbero riaffiorati ripetutamente in superficie nei bacini profondi, come il cratere McLaughlin, eventualmente portando indizi di abitabilità del sottosuolo".

Il cratere McLaughlin si trova nella parte bassa di un pendio di diverse centinaia di chilometri di lunghezza sul lato occidentale della regione marziana Arabia Terra.
L'immagine riprende un'area di circa 550 metri, a 337,6 gradi di longitudine Est, 21,9 gradi di latitudine nord.

Come sulla Terra, laghi alimentati da acque sotterranee potrebbero trovarsi in regioni a bassa quota, pertanto questa zona potrebbe essere un'ottima candidata per tale processo.

"Questo nuovo rapporto e altri continuano a mostrare un Marte più complesso di quanto si pensasse, con alcune aree più idonee a rilevare segni di vita passata rispetto ad altre", ha dichiarato Rich Zurek, del Jet Propulsion Laboratory di Pasadena , California.

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Elisabetta Bonora

Sono appassionata di astronomia, spazio, fisica e di tutte le scienze in genere.
Aspirante reporter scientifica, ho creato questo blog ad agosto 2012, in occasione dello sbarco del rover della NASA Curiosity su Marte, per condividere in modo semplice e puntuale le notizie più interessanti, pensieri e considerazioni.
Per lavoro mi occupo di web e video analytics presso ShinyStat (SV – Italia) e per hobby, da diversi anni, mi dedico ad elaborare le fotografie rilasciate dalle Agenzie Spaziali Internazionali, scattate dalle sonde e dai rover inviati nel nostro Sistema Solare "per esplorare nuovi mondi, alla ricerca di nuove forme di vita, per arrivare là dove nessuno è mai giunto prima!" ...Ovviamente, è chiaro, sono una fan di Star Trek!

Sito web: https://twitter.com/EliBonora Email Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo.

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