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Credit: ESA–C. Carreau/ATG medialab
In questi ultimi mesi si è parlato molto di comete ma forse in pochi ricordano che è in corso un'importante missione dell'Agenzia Spaziale Europea ESA dedicata allo studio dei corpi minori: Rosetta.
Lanciata il 2 marzo 2004, ha effettuato con successo il fly-by dell'asteroide Steins nel 2008 e quello dell'asteroide Lutetia nel 2010. Ma il suo obiettivo primario è quello di investigare sulla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko, scortandola verso il perielio a fine 2015.
Il 27 gennaio prossimo, dopo 957 giorni 'ibernata' nello spazio profondo, la sonda Rosetta si sveglierà dal letargo.
Dopo una mappatura di superficie, nel mese di novembre 2014, l'orbiter invierà il lander Philae direttamente sul nucleo della cometa, mentre continuerà a seguirne il viaggio verso il Sistema Solare interno fino al suo incontro ravvicinato con il Sole nel mese di agosto 2015.
Le comete sono culle primordiali che trasportano indizi sulle origini del nostro Sistema Solare.
Recentemente la ISON ha offerto una grande opportunità di studio perché è stata scoperta con molto anticipo rispetto al perielio, permettendo agli scienziati di seguire l'evoluzione del suo primo insidioso viaggio.
La ISON però ha avuto un comportamento imprevedibile, come la maggior parte delle comete, soprattutto quelle che arrivano dall'estrema periferia del nostro Sistema Solare, la nube di Oort (comete di lungo periodo).
67P/Churyumov-Gerasimenko, invece, è una cometa di corto periodo, appartenente alla famiglia cometaria di Giove, la sua orbita è relativamente più stabile.
L'obiettivo di Rosetta è studiare la composizione della cometa anche in relazione alla materia interstellare, per cercare indizi sulle origini del nostro Sistema Solare: analizzerà le emissioni di polvere e gas e ne determinerà la composizione chimica ed isotopica. La sonda indagherà anche sul ruolo svolto dalle comete nell'apporto di acqua e nello sviluppo della vita sulla Terra.
La missione gode e godrà di diversi primati:
L'orbiter ha a bordo tre strumenti scientifici con contributo italiano: VIRTIS (Visual InfraRed and Thermal Imaging Spectrometer), GIADA (Grain Impact Analyser and Dust Accumulator) e la WAC (Wide Angle Camera).
Il lander ha, invece, il sistema di acquisizione e distribuzione dei campioni (SD2) ed il sottosistema dei pannelli solari made in Italy.
Riferimenti:
- spaceinimages.esa.int/Images/2013/12/Philae_landing_on_comet
- spaceinimages.esa.int/Missions/Rosetta/%28class%29/image
- www.esa.int/ita/ESA_in_your_country/Italy/Rosetta_la_sonda_dell_ESA_che_studiera_le_comete_lascia_l_Italia
- www.asi.it/it/attivita/sistema_solare/rosetta
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More: http://bit.ly/16lo57i
"Courtesy NASA/JPL /Caltech/MSSS" processing 2di7 & titanio44
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