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Credit: NASA Ames
La sonda della NASA Lunar Atmosphere and Dust Environment Explorer (LADEE) ha terminato la sua missione il 18 aprile, tra le 6:30 e le 7:22 ora italiana ma ha lasciato una grande eredità: i suoi dati terranno occupati gli scienziati per diverso tempo.
Gli strumenti di bordo hanno continuato a rilevare fino al'impatto, nel tentativo di raccogliere informazioni sull'atmosfera lunare proprio in prossimità della superficie.
Il team di missione, in una gara contro il tempo e sul filo del rasoio, ha cercato di effettuare il download di quanti più dati possibili prima di perdere i contatti.
L'idea era quella di approfittare della situazione quando, durante le ultime orbite, la sonda era ancora immersa nella notte lunare e lontano dalla luce riflessa della Terra, per vedere i bagliori pre-alba descritti dagli astronauti delle missioni Apollo.
Gli scienziati hanno utilizzato una delle fotocamere "star trackers", cioè del sistema visivo di navigazione automatica della sonda, la stessa fotocamera che nel mese di febbraio ci aveva regalato una vista fuori programma del emisfero nord-occidentale della Luna.
Nei minuti prima dell'alba orbitale, quando LADEE stava emergendo dall'ombra alla luce del Sole, il team ha inviato i comandi per scattare una serie di immagini.
La squadra sperava di osservare grani di polvere in sospensione in grado di disperdere la luce del Sole, così come accade sulla Terra dove l'alba è dipinta di rosa grazie all'aerosol e alle particelle di polvere in atmosfera, che disperdono e filtrano la luce solare. Ma il Lunar Dust Experiment (LDEX) a bordo della sonda non ha misurato quantità di particelle tali da produrre un effetto aurora, in contrasto con quanto visto da alcuni astronauti delle missioni Apollo che descrissero bagliori e perfino raggi di luce all'orizzonte.
LADEE ha scattato una serie di foto pochi minuti prima dell'alba, sabato 12 aprile, riprendendo un bagliore nel cielo sopra la superficie lunare completamente buia, quando il Sole era ancora molti gradi sotto l'orizzonte.
Il risultato è l'animazione in apertura.
A causa del movimento orbitale della sonda, le stelle sembrano spostarsi verso sinistra e, lo stesso movimento, porta anche il Sole più vicino, davanti all'orizzonte, tanto da saturare alcune parti dell'immagine.
Questa sequanza è un grande risultato: quanto di più simile alle osservazioni umane delle missioni Apollo, si poteva ottenere con una sonda in orbita.
Quello ripreso da LADEE, però, non dimostra che i fenomeni descritti sono legati all'esosfera lunare ma la luce è piuttosto un bagliore familiare, conosciuto come luce zodiacale.
E' visibile sulla Terra dopo il tramonto ed è la riflessione della luce solare da parte di miliardi e miliardi di particelle di polveri presenti sul piano del Sistema Solare, la cui origine potrebbe essere legata alle grandi quantità di polveri e gas rilasciati dalle comete durante il loro percorso intorno al Sole.
Dai disegni di Eugene Cernan (Apollo 10 e Apollo 17) ricavati dalle sue osservazioni dal modulo di comando dell'Apollo 17, i bagliori osservati erano stati collegati a tre diverse cause: luce zodiacale (in rosso), polvere lunare levitata sopra la superficie e raggi crepuscolari (in blu e in verde). Ma LADEE non ha osservato né raggi né altre caratteristiche esotiche, solo luce zodiacale.
Credit: NASA
Tuttavia, nelle prossime settimane e mesi, verranno analizzati altri dati e forse qualche risposta uscirà fuori.
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