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Credit: ESA–C. Carreau/ATG medialab
In molti stanno aspettando aggiornamenti dall'appassionante missione della sonda della ESA Rosetta che, risvegliata a gennaio 2014 dopo 957 giorni di ibernazione, il prossimo 6 agosto sarà destinata a diventare il primo veicolo spaziale ad orbitare intorno ad una cometa, 67P/Churyumov–Gerasimenko. Mentre il lander Philae tenterà un'impresa senza precedenti atterrando sul nucleo cometario nel mese di novembre.
A partire dai primi di maggio il team di missione ha programmato una serie di accensioni dei propulsori per allineare le due traiettorie e velocità, una fase decisamente delicata dalla quale dipende l'intero programma.
Per riferirsi alle prestazioni dei propulsori, gli ingeneri usano il termine delta-v, che indica quanto il propulsore deve bruciare per modificare la velocità di Rosetta rispetto alla cometa e viene espresso in metri al secondo.
Così, dopo la prima accensione del 7 maggio 2014 che aveva ottenuto un delta-v di soli 20 metri al secondo, servita praticamente da test, ne sono seguite due più importanti, il 21 maggio e il 4 giugno, che hanno portato Rosetta a 300.000 chilometri dal target:
300,000 km between comet #67P and me today!
— ESA Rosetta Mission (@ESA_Rosetta) 11 Giugno 2014
In tutto la sonda eseguirà dieci accensioni: otto, una ogni due settimane circa, nei mesi di maggio e giugno e una a settimana a luglio; più due di approccio finale rispettivamente il 3 e il 6 agosto.
La prima manovra significativa è stata quella del 21 maggio (battezzata sui social #BigBurn).
Durata 7 ore e 16 minuti, utilizzando 218 chilogrammi di propellente, ha ottenuto un delta-v di 289,59 metri al secondo, con una piccola differenza di prestazioni del 0,52% rispetto a quanto previsto).
La seconda (#BigBurn2) dovrebbe essere durata 6 ore e 41 minuti (ma il dato effettivo ancora non è stato rilasciato), producendo un delta-v di 269,49 metri al secondo (anche in questo caso, poco di meno rispetto alla tabella di marcia.
Fonte: http://blogs.esa.int/rosetta/2014/05/07/thruster-burn-kicks-off-crucial-series-of-manoeuvres/
Nel frattempo, tre strumenti NASA a bordo della sonda, il Microwave Instrument for Rosetta Orbiter (MIRO), lo spettrometro ultravioletto Alice, lo Ion and Electron Sensor (IES), hanno iniziato a rilevare e a trasmettere dati scientifici a Terra (al 4 giungo, prima del #BigBurn2, il segnale radio impiegava 25 minuti e 56 secondi per raggiungere le stazioni di Terra).
MIRO avrà il compito di studiare le polveri e i gas che lasciano la superficie del nucleo cometario per formare la chioma e la coda, analizzandone l'evoluzione man mano che 67P si avvicina al Sole.
Alice si concentrerà sul gas della chioma, misurando il tasso di produzione di acqua, monossido di carbonio e biossido di carbonio. Questo strumento misurerà anche la quantità di argon presente, fornendo un importante indizio sulla temperature del Sistema Solare nel momento in cui il nucleo si è formato 4,6 miliardi di anni fa.
IES, invece, fa parte di una suite di cinque strumenti che studieranno il plasma cometario, concentrandosi in particolare sulla chioma. Analizzerà come le particelle cariche provenienti dal Sole interagiscono con il gas cometario.
E mentre Rosetta orbiterà tra i 10 e i 100 chilometri dal nucleo della cometa, dando vita ad una delle missioni più emozionanti, astronomi professionisti e dilettanti continueranno a seguire l'evoluzione globale del viaggio di 67P da Terra (TORNA LA COMETA 67P/CHURYUMOV–GERASIMENKO, PROSSIMO TARGET DI ESA ROSETTA - ESA ROSETTA: LA COMETA 67P/CHURYUMOV–GERASIMENKO PRENDE VITA).
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