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Vi ricordate di AR2192? Era un'enorme macchia solare emersa dal bordo orientale del Sole il 16 ottobre scorso. Con il ruotare del Sole, si era posizionata proprio di fronte alla Terra, per scomparire sul lato opposto il 30 ottobre.
Era talmente grande (66 volte la dimensione della Terra) da poter essere osservata ad occhio nudo, la più estesa degli ultimi 24 anni.

Elaborazione di M. Di Lorenzo - Courtesy of NASA/SDO and the HMI science team
Il gruppo è stato tenuto sotto controllo dalla sonda giapponese Hinode, lanciata il 23 settembre del 2006 per studiare il comportamento magnetico della nostra stella, e dalle osservazioni terrestri del National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ).
Qui sotto il percorso della macchia tra il 18 e il 24 ottobre 2014.

Credit: Solar Flare Telescope of the Solar Observatory/NAOJ
A metà novembre, la rotazione del Sole ha portato il gruppo AR2192 di nuovo in vista sul lato est.
Le macchie solari appaiono scure perché sono zone in cui la temperatura è "inferiore" a quella circostante, dove i forti campi magnetici ostacolano i processi di convezione che trasportano il calore generato nel centro del Sole verso la superficie. Sono proprio questi forti campi magneti a causare i "flare" (brillamenti), enormi esplosioni che si verificano nell'atmosfera del Sole.
Hinode misura accuratamente i campi magnetici sulla superficie solare per comprendere il meccanismo delle eruzioni solari.
L'immagine in apertura mostra AR2192 ripresa il 24 ottobre 2014 in luce bianca a sinistra e una mappa dei campi magnetici della stessa, a destra.
Qui sotto una vista analoga ripresa da Hinode il 15 novembre 2014.
Credit: "Hinode"(NAOJ/JAXA)
Normalmente, quando si verifica un flare, le particelle cariche ad alta energia raggiungono la Terra causando tempeste geomagnetiche. Tuttavia, nel mese di ottobre, nonostante questo mostro fosse proprio davanti a noi, abbiamo assistito a diversi brillamenti che hanno prodotto disturbi sulle comunicazioni radio su vasta scala ma nessuno accompagnato da importanti espulsioni di massa coronale (CME).
Questo fatto curioso è al momento sotto esame.
Una possibilità è che il campo magnetico nell'atmosfera superiore del Sole fosse così forte da sopprimere l'eruzione di particelle cariche.
Appare chiaro che l'evoluzione delle macchie solari necessità ancora molti studi.
Press release:
- http://hinode.nao.ac.jp/news/141119Sun_Spot/index_e.shtml
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