Mentre la sonda della NASA Dawn si appresta a raggiungere Cerere, il più grande oggetto nella...
Un nuovo studio presentato all'American Geophysical Union (AGU 2013) a San Francisco, suggerisce...
Alle 13:11:18 UT, circa mezz'ora in anticipo rispetto a quanto precedentemente...
La sonda cinese Chang’e 3, lanciata lo scorso 1 dicembre, è entrata con successo nell'orbita...
Dall'emisfero sud della luna di Giove, Europa, erutterebbero getti di vapore acqueo.La...
Credit: ESA/NASA/SOHO/SDO/GSFC
Nata 4,5 miliardi di anni fa in un ambiente polveroso e turbolento, dopo i primi milioni di anni si ritirò nella Nube di Oort, dove visse la sua vita per diversi miliardi di anni.
10.000 anni fa, l'incontro casuale con un corpo più grande, la spinse ad intraprendere il suo primo viaggio verso il Sistema Solare interno.
Il 21 settembre 2012, due astronomi russi si accorsero di lei e fu catalogata come C/2012 S1 ISON.
Da allora il suo percorso è stato imprevedibile ed emozionante e pochi giorni prima del perielio, ossia del momento più pericoloso dell'insidioso viaggio, ha iniziato a sfoggiare tutta la sua bellezza.
Venerdì 28 novembre sono state ore di apprensione, in cui la ISON è riuscita a tenere sulle spine non solo gli addetti ai lavori e gli appassionati, ma è entrata nella vita di tutti, attraverso i media.
L'abbiamo seguita con le immagini delle sonde della NASA STEREO, prima, e SOHO, dopo, fino a quando non è sparita dietro al coronografo LASCO. Sono seguiti abbondanti minuti di blackout durante i quali della ISON non si aveva più alcuna traccia. Così, tutti l'avevano data per spacciata quando, circa due ore dopo il perielio, una leggera scia apparse di nuovo al di la del Sole.
Esultazione, agitazione e perplessità si sono alternate nelle ore successive.
In un primo momento, la ISON sembrava riacquistare certo vigore per poi iniziare a dissolversi di nuovo.
Non è ancora chiaro se quel che è rimasto sia un piccolo nucleo o solo alcuni frammenti ma di certo deve aver perso molta della sua massa (e anche la bellissima coda). Ciò, si nota molto bene nella gif-movie qui a sinistra (Credit: NRL/NASA) realizzata con le immagini della sonda STEREO Ahead: gran parte della ISON finisce in quel pulviscolo sparato lontano dal Sole.
Ma in molti restano convinti che la cometa sia iniziata a svanire prima ancora del perielio (ne avevamo parlato nel nostro report completo "LA COMETA ISON SOPRAVVIVE (IN PARTE) E SUPERA IL PERIELIO").
Tuttavia, per sapere come stanno realmente le cose, dobbiamo aspettare il telescopio spaziale Hubble che la fotograferà nuovamente intorno alla metà / fine di dicembre.
Al momento, quel che resta della cometa è un residuo debole e diffuso e nonostante tutti vorrebbero sapere se sarà ancora visibile ad occhio nudo, la sua evoluzione dei prossimi giorni è ancora ignota.
Nelle immagini LASCO di fine novembre ma la ISON aveva magnitudine +5 in dissolvenza ma converrà aspettare almeno il 6 / 7 dicembre per provare ad osservarla di persona.
Rimane però, ancora un mistero da svelare: quando la ISON è sparita dietro al coronografo della sonda SOHO, ci si aspettava di seguire la sua corsa con le immagini SDO (Solar Dynamics Observatory) ma così non è stato. Nelle foto della sonda, nessuna traccia della cometa.
Eppure, la ISON non ha cambiato rotta e gli scatti erano stati pianificati per documentare il perielio in modo esemplare.
SDO è stata progettata per offrire una visione senza precedenti della corona solare.
L'Atmospheric Imaging Assembly (AIA) a bordo di SDO vede le comete attraverso la luce proveniente dagli ioni di ossigeno, circostanza fortunata perché le comete sono notoriamente ricche di ghiaccio d'acqua.
Così il team, basandosi anche sulle precedenti esperienze, come ad esempio la cometa Lovejoy nel 2011, ha ipotizzato quattro bande passanti con cui effettuare le riprese, per emissione da O IV , O V e O VI, ossia di atomi di ossigeno con 3, 4 o 5 elettroni rimossi.
Gli scienziati hanno dovuto anche stimare la luminosità della ISON assumendo la sua composizione e quindi quella del materiale rilasciato, e valutando la densità della corona solare con la quale la cometa avrebbe interagito.
La sonda, infatti, non ha un coronografo e le fotocamere devono compensare l'abbagliante luce solare.
Ma i telescopi AIA hanno un campo visivo piuttosto ampio per cui sarebbe stato impossibile mancare il target. E allora, perché non SDO non l'ha fotografata?
Due sono le ipotesi:
Oggi, la cometa sungrazing, o quel che ne resta, che ha eluso la tecnologia, sta comunque continuando il suo viaggio verso la Terra: probabilmente non sarà la regina del cielo di Natale, come sperato, ma ha saputo dar spettacolo regalando grandi momenti di scienza e forse l'appellativo di "Cometa del Secolo", in fondo, se lo è meritato.
Venerdì, 06 Dicembre 2013 05:52 Spazio & Astronomia
Teorizzate ancor prima dell'inizio dell'era spaziale, le fasce di Van Allen, furono confermate per la prima volta nel 1958 con le missioni Explorer 1 ed Explorer 3, sotto la supervisione del prof. James...
Giovedì, 05 Dicembre 2013 13:32 Cassini
Una nuova fantastica ripresa dell'enorme esagono al polo nord di Saturno, è stata presentata ieri sera nel corso di un hangout organizzato dal Jet Propulsion Laboratory. Il filmato è il primo nel...
Giovedì, 05 Dicembre 2013 06:08 Missioni Spaziali

In questi ultimi mesi si è parlato molto di comete ma forse in pochi ricordano che è in corso un'importante missione dell'Agenzia Spaziale Europea ESA dedicata allo studio dei corpi...
Mercoledì, 04 Dicembre 2013 05:49 Spazio & Astronomia

Per la prima volta, gli astronomi hanno trovato la chiara firma della presenza di acqua nelle atmosfere nebbiose di cinque pianeti extrasolari, utilizzando il telescopio spaziale Hubble.Tutti e cinque sono...
Lunedì, 02 Dicembre 2013 20:39 Spazio & Astronomia

Nata 4,5 miliardi di anni fa in un ambiente polveroso e turbolento, dopo i primi milioni di anni si ritirò nella Nube di Oort, dove visse la sua vita per...
Lunedì, 02 Dicembre 2013 06:53 I nostri articoli

Ad oggi, Curiosity rappresenta sicuramente il rover più avanzato arrivato su Marte.Tuttavia, ultimamente qualche dettaglio lascia un po' perplessi: stiamo parlando degli squarci apparsi sulle ruote nel mese di ottobre.
Ieri alle 17:30 UT, 1:30 del 2 dicembre orario di Pechino, la Cina ha lanciato con successo il suo primo rover lunare, a bordo del vettore Long March 3B, dal Xichang Satellite Launch Center nel…
Ieri sera, dopo diverse orbite intorno alla Terra, la sonda indiana Mars Orbiter Mission (MOM) ha intrapreso con successo il suo viaggio interplanetario verso Marte. Durante la manovra, chiamata Mars Transfer Trajectory, il…
Un team di astronomi europei ha scoperto un nuovo sistema planetario molto simile al nostro, formato da sette pianeti.Le informazioni erano nascoste tra la grande mole di dati trasmessi dal…
The two Martian moons pass over Curiosity: Phobos and Deimos transit
More: http://bit.ly/16lo57i
"Courtesy NASA/JPL /Caltech/MSSS" processing 2di7 & titanio44
-
- BlogCatalog -
-
-
- 
Leggi tutto...