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Credit: ESA
Ieri sera, alle 19:17 ora italiana, per la prima volta dopo 31 mesi di ibernazione nello spazio profondo, la sonda dell'ESA Rosetta ha trasmesso il suo primo segnale, il segno che tutti stavano aspettando.
La sonda sta inseguendo la cometa di corto periodo 67P/Churyumov-Gerasimenko.
Credit: Osservatorio di Remanzacco
La missione gode e godrà di diversi primati:
Dal suo lancio nel 2004, Rosetta aveva effettuato tre flyby intorno alla Terra e uno intorno a Marte per prendere la spinta necessaria, incontrando lungo la strada l'asteroide Steins nel 2008 e Lutetia nel 2010.
Era stata messa in un sonno profondo a giugno 2011 e ieri mattina alle 11 ora italiana, dopo 957 giorni di silenzio, a 800 milioni di chilometri dalla Terra e a circa 9 milioni di chilometri dalla cometa, la sveglia di bordo ha suonato.
Il segnale avrebbe impiegato 45 minuti a raggiungere le stazioni di Terra così, da quel momento, il team ha vissuto con apprensione le ore successive e, pur sapendo che sarebbe trascorso un tempo tecnico necessario, una certa ansia era celata dietro a frasi come "No signal yet - all nominal".
Dopo aver riscaldato gli strumenti ed aver puntato l'antenna verso la Terra, ha comunicato per la prima volta con la sua squadra: Rosetta era sopravvissuta al lungo viaggio.
Il segnale è stato ricevuto da entrambe le stazioni della NASA, Goldstone nel deserto del Mojave in California, e Canberra in Australia dal Deep Space Communication Complex, alle 18:18 GMT (19:18 CET), durante la prima finestra di comunicazione disponibile e @ESA_Rosetta da Twitter ha subito salutato:
“Hello, world!"
— ESA Rosetta Mission (@ESA_Rosetta) 20 Gennaio 2014
Le comete sono culle primordiali che trasportano indizi sulle origini del nostro Sistema Solare e probabilmente hanno contribuito a portare l'acqua e gli ingredienti della vita sulla Terra.
Molte questioni fondamentali su questi oggetti enigmatici sono ancora da risolvere e Rosetta ne svelerà i segreti.
Prima, però, dovrà completare i controlli dello stato di salute di tutta la strumentazione: solo allora, gli undici strumenti dell'orbiter e i dieci del lander saranno accesi e pronti.
Così @ESA_Science da Twitter ci fa sapere che la prima immagine reale della cometa arriverà in primavera, probabilmente nel mese di maggio, quando Rosetta si troverà a circa 2 milioni di chilometri dal target:
First real images of #Rosetta's target comet #67P are expected for Spring 2014. All pics available in our Flickr set: http://t.co/Z9u2MqXsTb
— ESA Science (@esascience) 20 Gennaio 2014
Dopo una mappatura di superficie, nel mese di novembre 2014, l'orbiter invierà il lander Philae direttamente sul nucleo della cometa, mentre continuerà a seguirne il viaggio verso il Sistema Solare interno fino al suo incontro ravvicinato con il Sole nel mese di agosto 2015.
La cometa ha un nucleo di circa 4 chilometri, perciò la sua gravità sarà trascurabile.
Così, Philae dovrà utilizzare viti e ramponi per agganciarsi ed evitare di rimbalzare verso lo spazio al touchdown.
Il lander, oltre a misurazioni scientifiche complete, invierà panorami dei dintorni ed immagini ad altissima risoluzione della superficie. Eseguirà analisi in situ sulla composizione dei ghiacci, alla ricerca di materiale organico, prelevando anche un campione da una profondità di 23 centimetri.
Nella fase successiva della missione, Rosetta si limiterà a scortare la cometa durante il suo viaggio verso il Sole, seguendola per tutto il 2015 e monitorando le mutevoli condizioni dei ghiacci sottoposti al calore e alla radiazione solare.
La cometa raggiungerà il perielio il 13 agosto 2015.
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