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Credit: NASA/JPL-Caltech
Ve la ricordate? Ne avevamo parlato più o meno nello stesso periodo lo scorso anno.
Si tratta della cometa C/2013 A1 (Siding Spring), scoperta il 3 gennaio 2013 dal cercatore di comete Robert McNaught al Siding Spring Observatory in New South Wales, Australia.
Dopo i primi calcoli, che avevano stimato un possibile impatto con Marte, la situazione fu ridimensionata nel mese di aprile 2013, dopo diversi giorni di osservazioni, quando le previsioni aggiornavano la possibilità di impatto ad 1 su 120.000. La cometa si sarebbe avvicinata fino a circa 110.000 chilometri dalla superficie, un'altra grande bella occasione per osservare una cometa, dopo la famosa C/2012 S1 ISON, che ha dato spettacolo per la Terra a fine 2013.
Ora, ci siamo, è tempo di iniziare i preparativi per il 19 ottobre 2014, quando la cometa sorvolerà il pianeta oltre 10 volte più vicino rispetto a quanto qualsiasi altra cometa abbia mai fatto con la Terra.
Sonde in orbita e rover in superficie potrebbero ottenere dettagliate riprese del nucleo della cometa quando effettuerà il suo flyby alla distanza minima di 138.000 chilometri (nuova stima aggiornata).
Le osservazioni in corso quest'anno, affineranno i calcoli ma, in linea generale, la nuova traiettoria porterà il nucleo di Siding Spring vicino a Marte ad una distanza pari ad un terzo della distanza Terra - Luna (384.400 chilometri).
Lo spettacolo potrebbe essere assicurato ma ci saranno anche controindicazioni: le particelle di polvere e ghiaccio che si inizieranno a staccare dal nucleo della cometa questa primavera, potrebbero danneggiare i veicoli spaziali al lavoro sul Pianeta Rosso.
Così, mentre il livello di rischio ancora non è noto, la NASA sta valutando i diversi scenari.
"I nostri piani per l'utilizzo dei veicoli spaziali su Marte per osservare la cometa Siding Spring, saranno subordinati ai piani di emergenza per tenere gli orbiter accovacciati e riparati, se ce ne sarà bisogno", ha detto Rich Zurek, capo scienziato del Mars Exploration Program al Jet Propulsion Laboratory della NASA, Pasadena, in California.
C/2013 A1 (Siding Spring), è una cometa non periodica, proveniente dalla Nube di Oort e questo mese il telescopio spaziale Hubble e la missione NEOWISE, iniziata da poco, hanno effettuato le prime osservazioni per cercare di caratterizzare il nuovo visitatore.
Le prime immagini in infrarosso di NEOWISE (in apertura) hanno rivelato un nucleo attivo e polveroso anche se ancora lontano dal Sole.
Credit: NASA/JPL-Caltech
D'altra parte le missioni su Marte hanno avuto modo di fare esperienza nelle osservazioni di comete con il passaggio della ISON, che, però, era 80 volte più lontano rispetto alla distanza a cui viaggerà la Siding Spring.
In quella occasione, i rover di superficie, Curiosity ed Opportunity, avevano tentato delle riprese senza successo a causa della scarsa magnitudine della cometa mentre la sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) era riuscita a scattare una foto ricordo ma abbastanza deludente (la cometa era grande meno di un pixel).
In questo caso, però, la fotocamera ad alta risoluzione HiRISE della sonda MRO potrà offrire immagini ben più suggestive, inquadrando il nucleo ad una risoluzione di decine di pixel.
Curiosity ed Opportunty potrebbero osservare il cielo marziano solcato da meteore, anche se probabilmente le emissioni maggiori dal nucleo avverranno nel cielo diurno.
Ma c'è anche un'altra differenza: la ISON dopo il passaggio su Marte, proseguì verso il Sistema Solare interno per altri due mesi circa, offrendo molte opportunità di osservazione. Siding Spring, invece, raggiungerà il perielio solo 6 giorni dopo il sorvolo ravvicinato sul Pianeta Rosso.
"Un terzo aspetto potrebbe essere l'effetto delle particelle in caduta sulla parte superiore dell'atmosfera di Marte", sottolinea Zurek. "Potrebbero scaldarla ed espanderla, in modo non diverso dall'effetto di una tempesta di polvere globale". Gli strumenti di rilevamento a raggi infrarossi sul Mars Reconnaissance Orbiter e Odyssey potrebbero essere utilizzati per rilevare i cambiamenti.
Certo è che, dalla ISON abbiamo imparato ancora sull'imprevedibilità delle comete e quindi ogni previsione, anche la migliore, lascia il tempo che trova.
Indicazioni maggiori si potranno avere dopo questa primavera: nel mese di aprile e maggio, la cometa attraverserà il punto oltre il quale il ghiaccio d'acqua che avvolge il nucleo, diventa attivo ed inizia a sublimare. Solo allora, gli esperti si potranno farsi un'idea della quantità di particelle che potrebbe raggiungere Marte nei mesi successivi ma potrebbe anche essere troppo tardi per pianificare una strategia di protezione.
Per le sonde, Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) e Mars Odyssey della NASA, Mars Express dell'ESA, ai quali si aggiungeranno, giusto in tempo per i fuochi d'artificio, il Mars Atmosphere and Volatile Evolution (MAVEN) della NASA e il Mars Orbiter Mission (MOM) dell'India, le strategie potrebbero essere due: portarle in orbita dietro a Marte durante i minuti di maggior rischio, oppure, orientarle in modo da proteggere le parti più vunerabili.
Ad ogni modo, queste sono entrambe operazioni che richiederanno un bel po' di studio e simulazioni.
Ogni veicolo spaziale è ovviamente progettato per resistere alle piccole collisioni quotidiane che avvengono nello spazio ma il nucleo e le particelle di polvere della cometa Siding Spring viaggeranno a 56 chilometri al secondo, rispetto alla sonde, ossia circa 50 volte più velocemente di un proiettile sparato da un fucile ad alta potenza e circa il doppio / triplo della velocità standard di impatti da meteoroidi.
Per i rover di superficie, invece, si pensa che, nonostante l'atmosfera di Marte sia sottile, possa essere abbastanza densa da evitare che la polvere della cometa diventi una minaccia.
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