Domenica 17 Maggio 2015
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Un team dell'Università di Cambridge ha individuato nuove galassie satelliti della Via Lattea, ben nove in un sol colpo.
La scoperta, che potrebbe aiutare gli scienziati a svelare i segreti dell'enigmatica materia oscura, arriva grazie ai dati del Dark Energy Survey (DES), che lavora nel visibile e vicino infrarosso con lo scopo di sondare le dinamiche dell'espansione dell'Universo e la crescita della struttura su larga scala.

Venere oltre le nuvole

Generalmente, osservata tramite i telescopi ottici terrestri, Venere appare avvolta da uno spesso strato di nuvole di anidride carbonica che solo le sonde in orbita riescono a penetrare tramite immagini radar.
Recentemente, però, combinando le capacità del Green Bank Telescope (GBT) e del potente trasmettitore radar dell'Arecibo Observatory, della National Science Foundation (NSF), gli astronomi sono stati in grado di catturare immagini estremamente dettagliate della superficie, senza mai lasciare la Terra.

L'acqua perduta di Marte

Devo essere sincera. Qualche giorno fa, quando ho sentito parlare di un vasto oceano sul Marte primordiale, ho pensato dentro di me "ci risiamo, la solita storia" ed ho deciso di lasciare questo argomento da parte, per dare spazio ad altre notizie.
Ma proviamo a vedere insieme di cosa si tratta.

Un team internazionale di astronomi dell'Università di Pechino e dell'Università dell'Arizona ha individuato SDSS J0100 + 2802, il nuovo quasar conosciuto più brillante dell'Universo primordiale, alimentato da un mostruoso buco nero.

La scoperta rappresenta un importante passo in avanti per comprendere l'evoluzione di questi nuclei galattici attivi appena 900 milioni di anni dopo il Big Bang.

Il guardiano solare Solar and Heliospheric Observatory (SOHO) ha catturato il passaggio di un'insolita cometa vicino al Sole tra il 18 e il 21 febbraio, sotto gli occhi increduli degli astronomi.

Il visitatore ghiacciato, ufficiosamente chiamato "SOHO-2875" o "C/2015 D1 (SOHO)", è la 2.875ª cometa osservata da SOHO, da quando è stato lanciato nel 1995.

Ad ottobre 2013, un'esplosione sulla superficie del Sole ha inviato nello spazio un flusso supersonico di vento solare che ha investito Mercurio, Venere, la Luna ed infine la Terra. L'onda d'urto ha colpito con forza il campo magnetico terrestre innescando un impulso magnetoacustico attorno al pianeta che non è sfuggito alle sonde della NASA Van Allen.

Il campo magnetico del Sole, generato dal movimento del plasma della sua zona convettiva, determina il comportamento della nostra stella ed è all'origine dei diversi fenomeni che osserviamo, come le macchie solari, i brillamenti e le variazioni dell'intensità del vento solare, che prendono complessivamente il nome di "attività solare" e variano di intensità nell'arco del ciclo undecennale, durante il quale il campo magnetico inverte il proprio verso.

Il vento solare è un flusso di particelle cariche emesso dall'alta atmosfera del Sole che crea una bolla estesa oltre i confini del Sistema Solare, chiamata eliosfera.

Per decenni gli scienziati hanno immaginato l'eliosfera come una specie di cometa, ossia con una coda lunga migliaia di volte la distanza Terra – Sole. Ora, però una nuova ricerca suggerisce che la sua forma su larga scala è controllata dal campo magnetico del Sole, molto di più di quanto si pensasse.

Il super vento che regola la formazione stellare

Grazie alle osservazioni del telescopio spaziale XMM-Newton dell'ESA e del NuSTAR X-ray della NASA, un team internazionale di astronomi ha studiato il vento emesso da un buco nero supermassiccio al centro di una galassia, scoprendo che si propaga in tutte le direzioni con un impatto significativo sui processi di formazione stellare nella galassia ospite.

Gli scienziati hanno scoperto che la jarosite distrugge i composti organici quando viene riscaldata.
Di per sé questa notizia potrebbe sembrare poco rilevante e soprattutto riservata ad un pubblico ristretto ma vale la pena ricordare che questo minerale, un solfato di ferro, è molto diffuso su Marte ed è stato individuato più volte da Curiosity nei campioni prelevati, come quello proveniente dall'ultimo drill su Mojave2, ad esempio.

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    CURIOSITY ODOMETRY

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    [Updated statistics about Curiosity rover odometry, postion, speed and elevation.]

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    [ISS height updates]

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    Statistiche sull'avvicinamento della sonda "New Horizons" al sistema Plutone-Caronte.

    [Updateds about "New Horizons" spacecraft approach to Pluto-Charon system]

  • OPPORTUNITY ODOMETRY
    OPPORTUNITY ODOMETRY

    Statistiche sulla distanza percorsa (e molto altro) dal rover Opportunity.

    [Updated statistics about Opportunity rover odometry.]

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