Domenica 17 Maggio 2015
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Cicatrici marziane

La sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) aveva ben documentato la discesa di Curiosity su Marte nell'agosto 2012 e la zona di atterraggio con diverse osservazioni successive. In ogni scena ripresa, le componenti del Mars Science Laboratory (MSL) mostrano una zona scura intorno al punto d'impatto, dove la polvere superficiale è stata scalzata via. Queste caratteristiche sono state monitorate dagli scienziati.

Marte: quando il meteo non collabora!

Ormai siamo talmente abituati a guardare Marte ad alta definizione attraverso le pagine dell'incredibile catalogo delle immagini scattate dalla fotocamera HiRISE (High Resolution Imaging Science Experiment), a bordo della sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO), che quasi ci dimentichiamo che, anche sul Pianeta Rosso, bisogna fare i conti con le condizioni meteo.

Dopo anni di ricerche MRO trova Beagle-2

Oggi, dopo anni di ricerche, finalmente il team della missione dell'ESA Beagle-2 può ritenersi soddisfatto: il Mars Lander europeo, che sarebbe dovuto atterrare su Marte il giorno di Natale del 2003, è stato individuato dalla fotocamera ad alta risoluzione HiRISE a bordo della sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO).

Se il piccolo nucleo della cometa Sidind Spring è stato ripreso dal rover Opportunity dalla superficie di Marte, il High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE) a bordo della sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) non poteva essere da meno.

Le immagini sono state riprese durante il passaggio ravvicinato al Pianeta Rosso, domenica 19 ottobre.

Il Compact Reconnaissance Imaging Spectrometer for Mars (CRISM) è uno dei sei strumenti scientifici a bordo della sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO) il cui obiettivo principale è quello di mappare i minerali presenti sulla superficie di Marte ma può essere utilizzato anche per osservare le nuvole di ghiaccio e l'aerosol nell'atmosfera del pianeta.

3.500 milioni di anni fa il cratere Gale su Marte era coperto da ghiacciai, soprattutto sul tumulo centrale, il Monte Sharp, alto 5,5 chilometri, meta della missione del rover della NASA Curiosity, che ha festeggiato un anno marziano, 687 giorni terrestri, proprio questa settimana, il 24 giugno.

Acqua liquida e fredda scorreva attraverso fiumi e ruscelli, raggiungendo i laghi nelle zone più basse, formando paesaggi simili a quelli che possiamo trovare in Islanda o Alaska.

Un nuovo e recente cratere da impatto sul suolo marziano è stato documentato da una delle fotocamere della sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO).

Il cratere appare, per la prima volta, in una ripresa del 2012, grande come mezzo campo da calcio.
L'impatto che lo ha generato deve essere stato piuttosto simile all'esplosione della meteora russa di Chelyabinsk dello scorso anno.

Un confronto tra due immagini riprese dalla fotocamera High Resolution Imaging Science Experiment (HiRISE) a bordo della sonda della NASA Mars Reconnaissance Orbiter (MRO), il 5 novembre 2010 e il 25 maggio 2013, ha rilevato la formazione di un nuovo canalone su Marte.

La gola si trova sul pendio interno di un cratere nella regione Terra Sirenum, a 37,45 gradi di latitudine sud e 222,95 gradi di longitudine est.

Qualcosa scorre su Marte

In tanti anni di osservazioni, sicuramente Marte si è rivelato un mondo estremamente dinamico ma c'è una domanda in particolare, fra i quesiti ancora insoluti, a cui tutti vorremmo dare una risposta certa: sulla sua superficie l'acqua allo stato liquido scorre occasionalmente ancora oggi?

Di sicuro, finora, le migliori indicazioni in tal senso sono arrivare dalle sonde in orbita che riescono a monitorare il pianeta con ripetuti passaggi, evidenziandone i cambiamenti stagionali e temporali in generale.

Ci troviamo su Marte, a 47.9 S e 303.6 E, a sud-est della regione equatoriale Tharsis, sul bordo nord occidentale di Argyre Planitia, una pianura che si trova all'interno di un grande ed antico bacino da impatto (il secondo in dimensioni dopo Hellas).

Il nome, "argyros" ossia "argento", proviene da una mappa disegnata dall'astronomo italiano Giovanni Schiaparelli nel 1877, con riferimento ad "Argyre", un'isola di argento della mitologia greca.

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