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L'Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) potrebbe aver rilevato i detriti di collisioni tra oggetti delle dimensioni di Plutone intorno ad un giovane sole, la stella HD 107146, nella costellazione della Chioma di Berenice a 90 anni luce dalla Terra.
Durante le osservazioni, gli astronomi hanno notato un aumento inatteso della concentrazione di grani di polvere di dimensioni millimetriche nella parte più esterna del disco, sorprendentemente lontano dalla stella, a circa 13 miliardi chilometri. Tale evento potrebbe essere il risultato di scontri tra planetesimi delle dimensioni del pianeta nano Plutone.
Nelle giovani stelle il disco di detriti viene continuamente alimentato dalle collisioni tra corpi più grandi, come comete e asteroidi; mentre quando i pianeti sono completamenti formati, rimane relativamente poca polvere.
Alcuni modelli prevedono che, nel lasso di tempo che va dalle caotiche fasi iniziali ad un sistema maturo, la concentrazione delle polveri è molto più intensa alla periferia del disco, dove i planetesimi più grandi già formati disturbano con la loro gravità gli oggetti più piccoli, intensificando gli scontri. E questo sembrerebbe il quadro osservato da ALMA.
La stella HD 107146 è di particolare interesse per gli astronomi perché rappresenta una versione giovane del Sole e può offrire una finestra sul passato del nostro Sistema Solare.
"L'aspetto sorprendente è che questo è l'opposto di ciò che vediamo nei piccoli dischi primordiali dove la polvere è più densa vicino alla stella. E' possibile che abbiamo catturato questo particolare disco di detriti in una fase in cui i planetesimi delle dimensioni di Plutone si stanno formando nel disco esterno, mentre altri corpi di queste dimensioni si sono già formati più vicino alla stella", spiega Luca Ricci, astronomo dell'Harvard-Smithsonian Center for Astrophysics di Cambridge, Massachusetts e autore principale di un articolo accettato per la pubblicazione sulla rivista Astrophysical Journal.
I dati di ALMA hanno suggerito, infatti, altri dettagli interessanti, come un possibile vuoto nel disco largo 1,2 miliardi chilometri, che inizia a circa 2,5 volte la distanza Sole-Nettuno dalla stella centrale.
I "gap" in genere sono un buon segno per la ricerca di pianeti: in quella zona, ad esempio, i detriti potrebbero essere stati spazzati via da un pianeta con una massa simile alla Terra. Se confermato, questo fatto potrebbe essere a sua volta un'altra novità, dato che indicherebbe una nuova gamma di orbite per pianeti delle dimensioni della Terre finora mai osservate.
"E' come guardare indietro nel tempo a quando il Sole era a circa il 2 per cento della sua età attuale", ha detto Stuartt Corder, vicedirettore di ALMA, coautore del documento.
Press release:
- https://public.nrao.edu/news/pressreleases/swarm-pluto-alma
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