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Credit: NASA/JPL-Caltech/USGS
Titano fa continuamente parlare di sé e diventa sempre di più un mondo alieno simile alla nostra Terra: grazie ai dati inviati dalla sonda della NASA Cassini, gli scienziati del team ritengono che i laghi della grande luna di Saturno possano essere ricoperti da blocchi di ghiaccio di idrocarburi.
La presenza di aree ghiacciate potrebbe infatti spiegare le letture miste della riflettività delle superfici dei laghi registrate dalla sonda.
"Una delle questioni più interessanti di questi laghi e mari è che possano ospitare forme di vita esotica", ha detto Jonathan Lunine, co-autore dello studio e scienziato della Cornell University, a Ithaca, New York. "E la formazione di ghiaccio galleggiante di idrocarburi offrirà l'opportunità per una chimica interessante lungo il confine tra liquido e solido, un limite che può essere stato importante per l'origine della vita terrestre".
Titano è l'unico altro corpo del nostro Sistema Solare, oltre alla Terra, ad avere liquido stabile in superficie ma mentre sul nostro pianeta, precipitazioni ed evaporazione da luogo al ciclo dell'acqua, su Titano il ciclo è di idrocarburi. Etano e metano sono molecole organiche e gli scienziati pensano che possano partecipare alla costruzioni di quei blocchi di chimica complessa da cui è originata la vita.
La sonda Cassini ha rilevato una vasta rete di mari nell'emisfero nord di Titano e laghi nell'emisfero sud.
Fino ad oggi si riteneva fosse impossibile la presenza di metano ghiacciato in superficie perché questo elemento se solido, pesa di più che allo stato liquido, quindi eventuali blocchi ghiacciati dovrebbero affondare. Ma il nuovo modello considera l'iterazione tra laghi ed atmosfera: il risultato è che gli scienziati hanno scoperto che il ghiaccio invernale galleggia sui laghi ricchi di metano ed etano se la temperatura è vicina al punto di congelamento del metano ossia 90,4 ° Kelvin (-182.75º Celsius).
Tutte le varietà di ghiaccio in tali condizioni sarebbero in grado di galleggiare se composte da almeno un 5% di aria, che è una composizione media per il giovane ghiaccio marino sulla Terra.
Se la temperatura dovesse scendere di pochi gradi allora il ghiaccio affonderebbe. Mentre temperature prossime al punto di congelamento potrebbero portare la presenza del ghiaccio sia in superficie che in profondità.
Quello che ancora non è chiaro è di che colore sarebbe questo ghiaccio: forse sarebbe incolore, come sulla Terra, tinto di rosso-marrone dall'ambiente e dall'atmosfera di Titano.
La sonda della NASA Cassini sarà in grado di testare e confermare questo modello: il suo radar misurerà il potere riflettente dei liquidi sulla superficie di Titano con i cambiamenti stagionati.
Non ci resta che attendere le nuove emozionanti informazioni che questa sonda sarà in grado di trasmetterci nel corso della sua missione, una delle più belle nel nostro Sistema Solare.
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