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CURIOSITY SOL 170 mastCam Left panorama
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44
Mentre è in attesa della prima perforazione, Curiosity si gode il panorama.
Durante gli ultimi sol il rover, oltre a concentrarsi sul suo target "John Klein", ha utilizzato la MastCam per riprendere un panorama del cratere Gale.
Nel sol 170 la MastCam left ha ripreso la zona a 360°.
Il mosaico che abbiamo pubblicato è un quasi 360°, manca infatti ancora una piccola porzione che abbiamo deciso volutamente di non integrare in attesa dell'arrivo a Terra dei frame mancanti. (* Aggiornamento)
Tuttavia, l'interessantissima area di lavoro del rover è pienamente visibile.
Oltre all'insistente percezione atmosferica che permane in lontananza in tutti questi paesaggi fotografati da Curiosity all'interno della conca del cratere Gale, l'area a sinistra dell'immagine sembra essere offuscata.
Potrebbe dipendere da una reale opacità atmosferica concentrata nella zona o da diversi tempi di esposizione dei singoli scatti, dato di cui non disponiamo, oppure, da diverse condizioni di illuminazione. Ipotesi, questa, che tendiamo però ad escludere, data la sequenzialità degli scatti.
Il team ha scelto di guidare il rover verso Yellowknife Bay, nell'area di Glenelg perchè la zona sembra presentare un vero e proprio paradiso geologico. L'area, chiamata "The Triple Point", si trova all'incrocio di tre diversi tipi di terreno: fango indurito, roccia vulcanica basaltica e conoide alluvionale, dove è atterrato Curiosity lo scorso agosto.
Una zona complessa, non tanto diversa da ambienti terrestri.
Due aree della California tra cui le montagne vicino Santa Monica, a nord di Malibu, sono state selezionate per recuperare rocce simili a quelle marziane da utilizzare come test di pre-forazione.
Robert C. Anderson, geologo del team di missione, ha detto che mentre stavano cercando rocce valide come campioni, hanno trovato quello di cui avevano bisogno, "fango indurito", ossia roccia sedimentaria a grana fine.
Altre rocce, vicino a Salton Sea, a sud di Palm Springs, formatesi in presenza di acqua e ricche di solfato di calcio, somiglierebbero per composizione a quanto rilevato dalla ChemCam e dallo spettrometro Alpha Particle X-ray (APXS).
Anche se il team di missione non sa che tipo di chimica troverà nelle rocce marziane, spera di aver raccolto campioni significativi per i test.
Le rocce prelevate sono state scaldate per far perdere loro un certo contenuto di umidità e renderle più simili alle rocce marziane.
Certo è che il terreno di azione di Curiosity è estremamente articolato ed interessante: strati geologici si sovrappongono raccontando una storia complicata.
CURIOSITY sol 172 MastCam right
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44
Tra il 360° e la porzione di panorama qui in alto, scienziati e appassionati di pareidolia possono sbizzarrirsi. Non mancano infatti forme curiose e strani equilibri. Di tanto in tanto, si riescono a distinguere anche i segni lasciati dal rover, dovuti non solo al suo passaggio ma anche all'uso della sua strumentazione: righe, fori, spazzolate...
A tal proposito, ricordiamo i strani disegni individuati tra gli scatti della MastCam right e del MAHLI, rispettivamente del sol 159 e 161. Ironicamente da noi soprannominati "tattoo", sono sicuramente un segno distintivo delle attività del rover ma restano ad oggi non identificati. Cosa li ha creati?

CURIOSITY sol 159 MastCam right e sol 161 MAHLI anaglyph
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44
Nel secondo mosaico, sono ben visibili anche le fessurazioni di cui abbiamo già parlato.
Ci devono essere dei vuoti li sotto e queste crepe devono essere abbastanza recenti tanto da non esser ancora state riempite dalla sabbia. A nostro avviso ricordano molto un effetto analogo creato dall'acqua sulle nostre spiagge o nei pressi dei fiumi, quando l'acqua stessa si ritira nel sottosuolo trascinando con sé i granelli di sabbia. Oppure possono essere semplici spostamenti del terreno ma in ogni caso, ciò significherebbe che c'è indubbiamente un processo attivo su Marte ora.
Le tracce lasciate dal viaggio di Curiosity, tra il sol 127 e il 132, sono visibili in alto a destra insieme ad alcuni danni causati alle rocce lungo il percorso dalle ruote del rover. Rocce scrostate come quella utilizzata per il test delle prime foto notturne scattate dal MAHLI.
Proprio ieri, sono state pubblicate sul sito ufficiale nuove bellissime riprese del MAHLI, scatti ravvicinati del terreno vicino a Curiosity, del sol 173. Oggi il rover potrebbe iniziare ad utilizzare il trapano per il test chiamato "drill-on-rock checkout", con la sola azione a percussione, senza rotazione. Chissà che l'area designata non sia proprio quella guardata da vicino con il MAHLI.

CURIOSITY sol 173 MAHLI 0173MH0190001000E1_DXXX
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44

CURIOSITY sol 173 MAHLI 0173MH0227000001R0_DXXX
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44

CURIOSITY sol 173 MAHLI 3D
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44
* Aggiornamento Eccola, la nostra versione del panorama 360° osservato dal sito 6 di Curiosity.
In questo mosaico abbiamo integrato la porzione a destra sempre ricavata con le immagini del sol 170 ed aggiunto una patch, volutamente visibile, recuperando l'area mancante dal sol 137 (naturalmente il punto di vista era leggermente diverso).

CURIOSITY full panorama sol 170 and sol 137 patch
"Courtesy NASA/JPL-California Institute of Tecnology" processing 2di7 & titanio44
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aggiungendo un commento all'articolo "ESA: are we there yet? Un sabato giocando con Rosetta!"
Titan Alpha Eridiani occultation - July 20 2014
Credit: NASA/JPL/Space Science Institute - Processing: 2di7 & titanio44
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