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Credit: Scott Mest and David Crown/USGS
Una nuova mappa incredibilmente dettagliata mostra come gli altopiani meridionali di Marte furono modellati dall'acqua.
Lo studio riguarda un'area che va da 27,5 a 42,5 gradi di latitudine sud e da 110 a 115 gradi di longitudine est (indicata nell'immagine qui a fianco).
Condotto da David Crown, del Scienze Planetarie Institute (PSI) di Tucson, in Arizona, e dal suo collega del PSI Scott Mest, è stato pubblicato dall'United States Geological Survey (USGS).
"Questa mappa descrive la complicata sequenza di processi geologici che hanno finito per modificare gli antichi e aspri terreni degli altipiani che circondano il bacino da impatto Hellas e mostra le prove degli effetti persistenti di acqua e ghiaccio che hanno degradato la superficie di Marte", ha dichiarato David Crown.
Mette in luce l'evoluzione dei due sistemi di canyon degli altopiani meridionali, Waikato Vallis e Reull Vallis. I ricercatori ritengono che, entrambi, si siano formati quando l'acqua sotterranea è arrivata in superficie dopo un crollo del pavimento.
Le immagini scattate dagli orbiter Viking negli anni '70 suggerivano che Waikato Vallis e Reull Vallis facevano parte dello stesso antico sistema di canyon. Ma i dati del Mars Reconnaissance Orbiter (MRO), Mars Odyssey e Mars Global Surveyor hanno rivelato che Waikato e Reull dovevano essere strutture separate, già in origine, da una pianura conosciuta come Eridania Planitia.
Mentre Waikato e Reull sono le due formazioni dominanti nella zona, la nuova mappa mostra anche molti piccoli canali che l'acqua deve aver scavato negli altopiani meridionali, probabilmente nello stesso periodo in cui si stavano formando i due grandi canoyn.
"La maggior parte delle creste degli altipiani e le pareti di molti crateri da impatto, mostrano segni evidenti che sedimenti ricchi di ghiaccio scorrevano a valle, formando caratteristiche che ricordano le rocce glaciali della Terra; queste rappresentano l'attività più recente correlata all'acqua nella zona e possono essere attive oggi", hanno scritto gli scienziati del PSI in una descrizione che accompagna la mappa.
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