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Credit: ESA/NASA/JPL/ASI/Univ. Rome
E' sicuramente affascinante osservare Marte dall'orbita con le immagini inviate dalle sonde della NASA MRO (Mars Reconnaissance Orbiter) e dell'ESA Mars Express ma in realtà gli orbiter hanno a disposizione strumenti che permettono di vedere ben oltre la superficie marziana.
Il radar MARSIS (Mars Advanced Radar for Subsurface and Ionospheric Sounding), a bordo della sonda dell'ESA Mars Express, consente di creare immagini del sottosuolo di Marte, inviando onde radio a bassa/media frequenza (1,5 - 5,5 MHz) verso la superficie del pianeta ed analizzando come queste vengono riflesse.
MARSIS invia gli impulsi verso il suolo marziano: una parte vengono riflessi dalla superficie mentre una parte penetra nel sottosuolo e viene riflessa dagli elementi che lo compongono. La sonda riceve gli impulsi riflessi e, analizzandoli, determina la composizione degli strati di terreno.
L'immagine radar in apertura, ad esempio, mostra una fascia lunga 5.580 chilometri degli altopiani meridionali di Marte: sul lato destro il grande bacino Hellas, il secondo tra i maggiori crateri d'impatto di Marte ed anche uno dei più grandi del Sistema Solare, profondo fino a 7 chilometri e largo 2.300 chilometri.
Il picco luminoso a sinistra (dopo la metà dell'immagine) è il polo sud marziano dove il radar da il meglio di sé: sotto la calotta ghiacciata di acqua ed anidride carbonica, il radar è in grado di svelare i depositi stratificati di polvere e ghiaccio, fino a 4 chilometri sotto la superficie.
Grazie a MARSIS, gli scienziati hanno stimato che la quantità di acqua intrappolata nei layer congelati della regione del polo sud di Marte, è equivalente ad uno strato di acqua liquida di circa 11 metri di profondità che copre l'intero pianeta.
Fonte: What lies beneath
Tradizione ed adattamento a cura di Elisabetta Bonora
Curiosity: primo anno su Marte - More: http://bit.ly/16Y5qxd
Credit: images Courtesy NASA/JPL /Caltech/MSSS
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