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Credits: solarsystemscope.com
Svegliarsi presto la mattina potrebbe offrire un bel premio in cambio di qualche ora di sonno: la cometa ISON inizia ad essere visibile con telescopi amatoriali prima dell'alba.
Le ultime stime riportano magnitudine 13, abbastanza brillante per poter essere osservata con telescopi da 25 centimetri o più grandi.
Il 1 settembre, Alan Hale, che aveva contribuito alla scoperta della cometa Hale-Bopp, è stato il primo fortunato dall'Arizona, con il suo telescopio riflettore di 41 centimetri e, a seguire altre riprese sono giunte da altre parti del mondo.
Credit: K. Sárneczky / Konkoly Observatory
Le osservazioni non sono ancora alla portata di tutti: bisogna disporre di un telescopio di almeno 25/30 centimetri ed avere condizioni ottimali di osservazione, preferibilmente in assenza di Luna.
Il momento migliore per osservarla è circa 2 ore prima dell'alba.
E' facile da localizzare: pochi gradi ad est di Marte e poco più a nord del cluster M44; viaggerà verso est nel mese di settembre.
Credit: universetoday.com / Stellarium
Credit: http://www.astronomy.com/~/link.aspx?_id=b446faf9-163a-4e1c-ba64-94e1d432e284
Già a fine mese le osservazioni dovrebbero diventare un po' più semplici anche se ancora gli astronomi non si sbilanciano sul destino della ISON, che potrebbe diventare la "Cometa del Secolo" o scoppiare in mille pezzi al culmine del suo primo insidioso viaggio verso il Sole.
Alcune stime sulla sua luminosità e sopravvivenza non danno molte speranze: la ISON potrebbe avere un nucleo più piccolo e meno attivo del previsto che non promette nulla di eccezionale neppure al perielio.
Fonte: skyandtelescope.com
In accordo con i dati riportati sul sito cometisonnews.com, il 30 agosto, a meno di 90 giorni dal perielio, la cometa ISON si trovava a 2,21 AU dal Sole (poco più di 330 milioni di chilometri).
In 10 giorni, tra il 20 agosto e il 30 agosto la cometa ha percorso una distanza di 0,161 AU e, in base ai calcoli aggiornati NASA, il perielio è previsto per il 28 novembre 2013 alle 18:47:08 UTC.
Nel frattempo, continuano le grandi osservazioni da parte delle sonde e dei telescopi spaziali.
Tra le recenti immagini rilasciate, prima di augurare "buona caccia" a tutti, mi vorrei soffermare su una recente ripresa del telescopio spaziale Hubble che ha suscitato un po' di scalpore in rete: la cometa ISON sembra divisa in tre parti!
In genere, Hubble ci ha abituati a foto mozzafiato, basta ricordare le recenti immagini rilasciate e il video timelapse della ISON, ma gli scatti raw, ossia gli scatti "grezzi", non sono così belli: non hanno colori perché ripresi con un solo filtro; presentano disturbi di raggi cosmici e rumore "di fondo". Niente a che vedere con l'immagine finale, sfrutto di una laboriosa elaborazione.
Le immagine finali di Hubble sono il risultato di scatti con esposizioni diverse.
Hubble è in orbita intorno alla Terra, così in realtà si muove nello spazio ad una velocità molto elevata.
Nella elaborazione di questa immagine, il team di Hubble ha allineato tutte le esposizioni in modo tale che le stelle appaiano fisse nello spazio. Questo, ne migliora notevolmente il dettaglio ma purtroppo, la cometa ISON (che è molto più vicino a Hubble di quanto non lo siano le stelle) appare in posizioni diverse per ciascuno scatto.
Le esposizioni sono almeno di 490 secondi, cioè abbastanza perché una luce in movimento crei una linea bianca e le strisce luminose sono orientate in direzioni diverse a causa dell'orbita ellittica di Hubble attorno alla Terra: a seconda di dove il telescopio si trova, in un dato momento, sull'ellisse, si crea una "striscia" in direzione diversa.
E quindi, ecco il risultato finale: nessuno scatto misterioso ma un'altra bellissima foto!
Credit: Credit: NASA, ESA, J.-Y. Li (Planetary Science Institute), and the Hubble Comet ISON Imaging Science Team / isoncampaign.org
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