Lunedì 26 Gennaio 2015
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Polvere di cometa conservata nei ghiacci

I ghiacci dell'Antartide hanno riservato una nuova incredibile sorpresa, restituendo le prime particelle di polvere cometaria trovate sulla Terra.

A scoprirle è stato un gruppo di ricercatori giapponesi e statunitensi.

I loro risultati sono stati pubblicati sulla rivista Earth and Planetary Science Letters.

Un freddo abissale

Secondo un nuovo studio della NASA, le acque degli abissi oceanici terrestri non si riscaldano dal 2005, come se il riscaldamento globale stesse rallentando negli ultimi anni.

Gli scienziati del Propulsion Laboratory (JPL) di Pasadena, in California, hanno utilizzato i satelliti per monitorare le temperature profonde dei mari dal 2005 al 2013, scoprendo che sotto i 1.995 metri le acque non hanno subito alcun riscaldamento apprezzabile eppure, il livello dei mari sta ancora aumentando.

Una recente ricerca condotta da Rainer Meckenstock, microbiologo ambientale del Helmholtz Zentrum München in Germania, pubblicata sulla rivista Science, rivela che la vita può esistere in uno dei posti più inospitali del nostro pianeta.

Il team internazionale di scienziati, infatti, ha scoperto batteri e archeobatteri in un lago di asfalto Trinidad, un singolare bacino di bitume naturale che si trova sull'isola omonima di fronte al Venezzuela, concentrati in minuscole goccioline d'acqua all'interno dell'olio circostante.

Le piante convertono l'energia della luce solare in energia chimica durante un processo chiamato fotosintesi.

E' l'attività mediante la quale le piante raccolgono la luce del Sole per produrre zuccheri, da anidride carbonica e acqua, rilasciando ossigeno come sottoprodotto.

Tale processo, con la sua semplice complessità, è parte della routine quotidiana su questo mondo ed è alla base della maggior parte dei processi biologici.

Potrebbe sembrare la trama di un film di fantascienza ma la realtà è che gli scienziati hanno fatto rivivere un virus gigante, ancora infettivo, sepolto tra i ghiacci della Siberia 30.000 anni fa.
Fortunatamente le sue vittime sono le amebe ma la scoperta suggerisce che lo scioglimento dei ghiacci terrestri potrebbe riportare alla luce anche virus rischiosi per l'essere umano.

Le nubi nottilucenti: è stagione al Polo Sud

Sono chiamate nubi nottilucenti (NCL), hanno un colore bianco - blu elettrico e si formano quando le molecole d'acqua congelano intorno alla polvere delle meteore ad una quota di 80 / 85 chilometri sopra la superficie terrestre, talmente in alto da poter riflettere ancora la luce del Sole dopo il tramonto.

Il loro componente fondametale è quindi materiale proveniente dallo spazio profondo che, potremmo dire, trasforma il nostro pianeta in un mondo un po' più alieno.

L'ossigeno è apparso sulla Terra 700 milioni di anni prima rispetto alle stime precedenti, che ne indicavano la comparsa solo 2,3 miliardi di anni fa.
La nuova ricerca pubblicata sulla rivista Nature, solleva così altri interrogativi sull'origine della vita.

Da un meteorite caduto sulla Terra lo scorso anno, gli scienziati hanno scoperto molecole organiche inaspettate, mai rilevate finora.

Tra le 14:51:10 e le 14:51:30 UTC (7:51:10 - 07:51:30 ora locale) del 22 aprile 2012 un'immensa palla di fuoco solcò i cieli del Navada e della California.
Fu udito un forte boato nella zona intorno al lago Tahoe, con il quale fu rilasciato almeno un chilotone di energia cinetica. I testimoni avvertirono nell'aria anche un odore di bruciato tipo saldatura.

Il 19 luglio scorso due sonde nel Sistema Solare, hanno puntato le loro fotocamere verso il nostro pianeta: la sonda della NASA Cassini dal sistema di Saturno, da una distanza di circa 1,5 miliardi di chilometri, e la MESSENGER, la prima sonda ad orbitare intorno a Mercurio, da una distanza di 98 milioni di chilometri.

La Cassini ha scattato molte riprese con diversi filtri, i fondamentali per ottenere un'immagine a colori (rosso, verde e blu) e altri di studio come l'infrarosso, l'ultravioletto e i polarizzati per studiare gli anelli più deboli del pianeta.

Riuscire a vedere direttamente, con le più moderne tecniche astronomiche, un pianeta extrasolare è un'idea estremamente affascinante ma nulla, se paragonata all'emozione di osservare il nostro stesso pianeta dallo spazio!

Il 19 e 20 luglio ben due sonde nel nostro Sistema Solare si predisporranno nella giusta posizione per fotografare la Terra: la Cassini da Saturno e la MESSENGER, da Mercurio.

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