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Credit: ESA/HPF/DLR
Il satellite dell'ESA GOCE ha terminato definitivamente la sua attività questa notte, ricadendo sul pianeta che ha studiato per quattro anni (ne abbiamo seguito il rientro passo per passo "ESA GOCE: POCHE ORE AL RIENTRO").
In base a quanto riportato dall'Agenzia Spaziale Europea, GOCE è rientrato nell'atmosfera terrestre alle 00:00 UTC di lunedì 11 novembre, mentre era in volo sulla traiettoria della Siberia, dell'Oceano Pacifico occidentale, dell'Oceano Indiano orientale e dell'Antartide.
Leggermente diversi i dati riportati invece dall'USSTRATCOM (United States Strategic Command) che ne hanno stimato il rientro alle 00:16 UTC +/-1 minuto, a 360 chilometri dalla punta più sud-orientale del Sud America e a 410 chilometri a sud delle Isole Falkland.
Ad ogni modo GOCE si è disintegrato quasi completamente entrando in atmosfera e non è stato riportato alcun danno a cose o persone.
Il satellite di circa 5,3 metri di lunghezza e 1 metro di larghezza, pesava circa 1.100 chilogrammi.
La sua forma aerodinamica, appositamente studiata per lavorare in un'orbita bassa, inferiore ai 270 chilometri, ha permesso un rientro perfettamente controllato: d'altra parte GOCE era già abituato a fare i conti con un'altitudine in cui l'atmosfera terrestre era ancora in grado di creare resistenza.
Così, nonostante avesse esaurito lo xeno e quindi perso il proprio sistema di propulsione lo scorso 21 ottobre, è riuscito comunque a "navigare" dolcemente fino alla fine, continuando a trasmettere dati. La temperatura del computer di bordo è rimasta infatti entro limiti accettabili durante tutta la fase del rientro.
I funzionari dell'ESA hanno confermato le stime iniziali: circa il 25% della massa deve aver raggiunto la superficie.
D'altra parte GOCE è solo l'ultimo esempio di detrito spaziale ricaduto sulla Terra: basta ricordare i più recenti UARS della NASA, seguito poco dopo dal ROSAT tedesco nel 2011 e la sonda russa Phobos-Grunt, destinata per Marte, il cui lancio fallì a gennaio 2012.
Ma la statistica sembra esserre positiva. Heiner Klinkrad, capo dell'ESA Space Debris Office, sottolinea:
"Nei 56 anni di volo spaziale, circa 15.000 tonnellate di oggetti spaziali artificiali sono rientrati nell'atmosfera senza causare un solo infortunio umano fino ad oggi".
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