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Credit: ESA/ATG medialab/C. Carreau
L'evento, denominato Gaia14aaa, ha avuto luogo in una galassia 500 million di anni fa ma è stato rilevato da Gaia alla fine di Agosto, confrontando le immagini riprese un mese prima nella stessa zona di cielo; il satellite per l'atronomia Gaia, di cui si parla in una serie di articoli di approfondimento, ha iniziato la fase di "science scanning" lo scorso 25 Luglio, dopo un lungo periodo di "commissariamento" in cui si sono meticolosamente verificate le prestazioni di tutte le sue componenti e si è cercato di venire a capo di alcuni di problemi imprevisti (di cui parleremo negli approfondimenti).
Solo una settimana dopo, ha osservato la zona di cielo in cui si trova la galassia SDSS J132102.26+453223.8 e ha fotografato al suo interno una stellina di magnitudine 19.2, circa 200mila volte più debole di quelle visibili a occhio nudo. Il 30 Agosto, il satellite ha di nuovo inquadrato la stessa zona di cielo, facendo ripetute osservazioni che dimostrano inequivocabilmente un netto aumento di luminosità, quasi 2 magnitudini; questo significa che, nel giro di un mese, la stella era diventata circa 6 volte più luminosa; tutto questo è chiaramente visibile nell'immagine sottostante che riporta la curva di luce della stella osservata; la ripetizione delle osservazioni è stata possibile perchè Gaia fa una scansione continua di una striscia di cielo mentre ruota su se stessa ogni 6 ore; inoltre, anche l'asse di rotazione compie una rivoluzione completa ogni 2 mesi.
Questo conferisce a Gaia un'ottima capacità di rivelare fenomeni celesti variabili in un'arco di tempo che va da qualche ora a svariati mesi.
Credit: ESA/Gaia/DPAC/Z. Kostrzewa-Rutkowska (Warsaw University Astronomical Observatory) & G. Rixon (Institute of Astronomy, Cambridge)
Usando i dati di Gaia, compreso lo spettro a bassa risoluzione, gli astronomi hanno concluso che il "fenomeno transiente" è dovuto ad una supernova di classe Ia, la cui energia viene generata in un sistema binario dalla fusione termonucleare di materiale proveniente da una gigante rossa che precipita su una nana bianca.
La possibilità che si tratti di un cambiamento di luminosità nel nucleo attivo della galassia è esclusa anche perchè, nelle immagini Gaia, si vede chiaramente che le due sorgenti sono separate (immagine a sinistra nella figura sottostante); al centro si vede la galassia ripresa anni prima nel corso della survey SDSS (Sloan Digital Sky Survey) e, destra, la sottrazione tra le due immagini evidenzia la sola supernova:
Credit: M. Fraser/S. Hodgkin/L. Wyrzykowski/H. Campbell/N. Blagorodnova/Z. Kostrzewa-Rutkowska/Liverpool Telescope/SDSS
Riferimenti:
- http://www.esa.int/Our_Activities/Space_Science/Gaia/Gaia_discovers_its_first_supernova
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