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OPPORTUNITY sol 924 mic anaglyph
"Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44
Prendendo spunto dalle ultime immagini della PanCam di Opportunity, vorremmo esporre alcune brevi riflessioni sulle ormai famose "Martian Berries" che come abbiamo avuto modo di notare in questi anni di esplorazione del pianeta rosso, caratterizzano alcune aree specifiche della superficie di Marte.
Innanzitutto, ci preme fare una distinzione dettata puramente da un'analisi logica visiva.
Analizzando le foto inviate dai rover si evince che alcune sferule sono posate sulla superficie, altre affiorano dalla sabbia mentre altre ancora sono rimaste inglobate all'interno di rocce.
Alcune sembrano essersi fuse insieme e la loro forma ricorda una vera e propria mitosi cellulare.
Nelle zone ove sono presenti in grandi quantità, la loro distribuzione è apparentemente omogenea ed uniforme e presentano dimensioni variabili, comprese tra 1-1,5 mm e 2,5 mm, al massimo 5 mm, troppo piccole per essere esaminate in dettaglio dai strumenti dei rover.
Tuttavia, si è determinato che esse sono prevalentemente composte da ematite ma una spiegazione scientifica certa sulla loro formazione ancora non è stata trovata.

PIA0558: This graph shows two spectra of outcrop regions near the Mars Exploration Rover Opportunity's landing site. The blue line shows data for a region dubbed "Berry Bowl," which contains a handful of the sphere-like grains dubbed "blueberries." The yellow line represents an area called "Empty" next to Berry Bowl that is devoid of berries. Berry Bowl's spectrum still shows typical outcrop characteristics, but also exhibits an intense hematite signature, seen as a "magnetic sextet." Hematite is an iron-bearing mineral often formed in water. These spectra were taken by the rover's Moessbauer spectrometer on the 46th (Empty) and 48th (Berry Bowl) martian days, or sols, of its mission.
Credit: NASA/JPL/Cornell/University of Mainz
Alcune di loro sembrano essere maggiormente lucide, forse levigate dalla sabbia e dal vento, altre impolverate, altre ancora ricoperte da minerali o sali, oppure sedimentate all'interno di rocce.
Forse molte potrebbero essere subito sotto la superficie e quelle che vediamo, costituiscono solo una minima parte.
Sulla natura delle Berries ancora non esiste una teoria precisa: l'ematite, come sulla Terra potrebbe essere la firma della presenza in passato di acqua su Marte ma le "bluberries" potrebbero anche avere origine diversa.
Ad esempio, sono state trovate all'interno del cratere "Concepción", visitato da Opportunity, generato da un impatto relativamente recente (http://www.nasa.gov/mission_pages/mer/news/mer20100324.html). Un'altra ipotesi, potrebbe essere legata ad una importante attività piroclastica: il metallo fuso espulso dall'interno del pianeta, raffreddandosi rapidamente, prenderebbe appunto una forma sferica; oppure, le sottili polveri metalliche sparate in aria, ricadendo in sospensione nell'acqua, si sarebbero aggregate.
Senza escludere ipotesi più esotiche: tre le berries di ematite, altre, con forma simile potrebbero, infatti, essere di natura biologica (come fossili di antiche piante).

Pachytheca - Lower Devonian
Source: http://steurh.home.xs4all.nl/engpach/epacgil1.html
Come in altri casi, visti elementi comuni e similitudini, è utile comparare le Berries marziane con quanto conosciamo sulla Terra:

Closeup of hematite concretions from Grand Staircase-Escalante National Monument in southern Utah. University of Utah geologists say the mostly round rocks formed millions of years ago underground in porous, water-soaked sandstone, and may provide clues to similar stones found on Mars by the Opportunity rover.
Sorce: http://newsroom.ucr.edu/1068

Marble-like hematite concretions, very similar to the "blueberries" photographed on Mars, litter the Navajo Sandstone surface in southern Utah's Grand Staircase-Escalante National Monument. (Image credit: Brenda Beitler Bowen)
Source: http://unews.utah.edu/
Quello che troviamo particolarmente interessante è la singolare texture che questo tappeto di sferule va a creare sulla superficie di Marte.
Nell'ambiente marziano siamo ad una gravità inferiore rispetto a quella terrestre, quindi, il semplice vento potrebbe, a maggior ragione, forzare la disposizione delle Berries in base alla conformazione del terreno.
Tuttavia a volte, sembrano essere "ruotate" in modo analogo e seguire linee specifiche che esulano dall'andamento della superficie. Abbiamo, quindi, ipotizzato che in parte il loro orientamento potrebbe essere influenzato dai campi magnetici locali presenti sul pianeta rosso.
In particolari condizioni, l'ematite acquista caratteristiche paramagnetiche per cui potrebbe disporsi seguendo direzione e verso del campo magnetico esterno.

OPPORTUNITY sol 1160 anaglyph local fields
"Courtesy NASA/JPL-Caltech" processing 2di7 & titanio44
Inoltre, un altro fattore potrebbe intervenire nella loro distribuzione: spesso osservando le immagini dei rover, in particolare della PanCam, si ha la sensazione di un terreno "umido". La distribuzione granulometrica al suolo, ricorda molto a nostro avviso alcune situazioni che siamo abituati a vedere sulla Terra, quando l'acqua del mare o dei fiumi, o l'acqua piovana, ritirandosi, tende a distribuire il materiale creando depositi.
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More: http://bit.ly/16lo57i
"Courtesy NASA/JPL /Caltech/MSSS" processing 2di7 & titanio44
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