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Una fantastica immagine è stata rilasciata un paio di giorni fa dal team della missione della NASA Cassini: ora che il polo nord di Titano, la grande luna di Saturno, si sta lentamente immergendo nella stagione estiva, la luce del Sole inizia a creare scenari davvero particolari.
In questo mosaico nel vicino infrarosso, ripreso dal Visual and Infrared Mapping Spectrometer (VIMS), il 21 agosto 2014, durante il flyby T-104, la luce del Sole riflette sui mari del polo nord della luna.
Questa non è la prima volta in cui la sonda riesce a catturare i riflessi sugli specchi di idrocarburi di Titano.
Ricorderete la storica immagine (qui a fianco, flyby T-59), ripresa l'8 luglio del 2009, o la più recente del 24 luglio 2012 (flyby T-85). Tuttavia, questa è la prima volta in cui un riflesso è visibile in foto dove lo è anche la superficie della regione polare, con gli occhi elettronici della Cassini che sono riusciti a guardare oltre la densa atmosfera e la fitta nebbia.
In uno dei frame del mosaico, in alto a sinistra ad ore 11, è presente una vera e propria "riflessione speculare" del Sole, che brilla a sud nel Kraken Mare. Visto dal Kraken Mare, invece, il Sole era a circa 40° sopra l'orizzonte, l'elevazione maggiore che finora ha prodotto un bagliore visibile dall'orbita.
Questo riflesso era così luminoso da saturare il sensore dello spettrometro della Cassini.
Intorno al Kraken Mare si nota un anello più brillante a forma di "vasca da bagno" il quale indica che il bacino doveva essere più grande ad un certo punto della storia e si sarebbe ridotto a causa dell'evaporazione.
Immediatamente a destra del riflesso solare, un labirinto di canali collega il Kraken ad un altro grande mare di Titano, il Ligeia Mare, parzialmente coperto a settentrione, da un complesso brillante di nuvole a forma di freccia. Queste, formate da goccioline di metano liquido, potrebbero contribuire attivamente a rifornire i mari di Titano con vere e proprie precipitazioni.
L'immagine, anche se a colori, non rappresenta i colori naturali di Titano, ossia quelli che percepirebbe l'occhio umano che, purtroppo, vedrebbe solo nebbia: qui, il rosso corrisponde a 5.0 micron, il verde a 2.0 micron e il blu a 1.3 micron, ossia le finestre atmosferiche attraverso le quali la superficie di Titano è visibile.
Questi sorvoli riservano sempre grandi sorprese su un incredibile mondo per certi versi, così simile alla Terra.
L'ultimo flyby, T-106, è stato il 24 ottobre, il decimo degli undici in programma per il 2014.
La sonda Cassini ha sorvolato la luna di Saturno raggiungendo una distanza minima di 1.013 chilometri: in entrata, Imaging Science Subsystem (ISS) ha osservato il polo sud della luna; in uscita, la falce illuminata del polo nord.
Quelle che seguono solo due immagini riprese da circa 90.000 chilometri il 23 ottobre: la prima quasi in colori naturali, realizzata con i filtri rosso, verde, blu e ultravioletto; la seconda in infrarosso con il filtro CB3.
Titan above the atmosphere on October 23, 2014 (from about 90.000 km) W00090604-07 - red grn bl vio
Titan below the atmosphere on October 23, 2014 (from about 90.000 km) W00090601-03 - cb3 filter stack
Credit: NASA/JPL/Space Science Institute - Processing: 2di7 & titanio44
Al massimo avvicinamento, il Radio Science Subsystem (RSS) ha rimbalzato un segnale radio dalla superficie di Titano, verso la Terra. Questo esperimento, chiamato scattering bistatico (il radar bistatico è un radar dove trasmettitore, il sistema RSS della Cassini e il ricevitore, il Deep Space Network della NASA sulla Terra, sono separati da una distanza paragonabile alla distanza con il target, distanza Terra - Titano. Lo scatterig, ossia la dispersione, in questo caso è perciò riferito alla posizione), viene utilizzato per misurare la composizione superficiale, la rugosità, lo stato (liquido o solido), la riflettività e la costante dielettrica.
L'immagine seguente riprende il polo nord di Titano poco dopo l'approccio, da una distanza di circa 115.000 chilometri, realizzata con il filtri rosso, verde, blu ed ultravioletto, grazie al quale diventano visibili le bande concentriche proprio sopra al polo, negli strati più alti dell'atmosfera.

Credit: NASA/JPL/Space Science Institute - Processing: 2di7 & titanio44
Dopo il massimo avvicinamento, ISS e VIMS hanno mappato il polo nord della luna, mentre il Composite Infrared Spectrometer (CIRS) ha rilevato le temperatura sul lato in ombra.

Credit: NASA/JPL/Space Science Institute - Processing: 2di7 & titanio44
Questa sequenza è stata ripresa dalla Cassini in fase di allontanamento, da circa 175.000 chilometri a circa 285.000 chilometri.
Tra il 25 e il 27 ottobre, la sonda ha continuato a guardare in direzione di Titano per monitorare la mezzaluna visibile e le nuvole sulla regione polare.
Nella seguente composizione, ad esempio, uno stack del 25 ottobre delle riprese in infrarosso con filtro IRP0 (polarizzato) e CB3, da circa 615.000 chilometri, sono visibili dei leggeri addensamenti.
Credit: NASA/JPL/Space Science Institute - Processing: 2di7 & titanio44
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